Lo so, non è proprio uno strumento bandistico, ma suona...
Molti la considerano una macchina da tortura per gatti, a causa del gradevole suono intonato che sprigiona. Gli altri la considerano una macchina da tortura per le persone che ascoltano.
Ghironda, viola da orbo, stampella, lira tedesca, lira rustica o lira mendicorum.
Strumento medioevale, che ha trovato largo utilizzo in musica di tutti i tipi, dal sacro al profano, deve alcuni dei suoi nomi (non dico quali) all'utilizzo diffuso che ne facevano i mendicanti. Riscoperto nel XVIII sec. per la musica da camera, fu storicamente presente in gran parte dell'Europa, dalla penisola Iberica a ovest fino alla Russia ed Ucraina ad est e dall'Italia a sud fino alla Scandinavia a nord, con fasi di diffusione alterne ma tuttora viva in molti paesi.
Nei secoli dalla sua origine è stata chiamata in molti modi Roda, Rota Organistrum, Sinfonia o Synfonia Chifonie, Vihuela de roda, Kinkerne. Più nello specifico:
nella penisola Iberica: Viela de rueda o Lira de rueda, Zanfona o Sanfona, Gaita;
in Francia: Vielle a roue;
nei paesi di lingua tedesca: Leier, Drehleier, Radleier, Bettlerleier, Bauern leyer, Veiber leyer;
nell'arcipelago Britannico: Hurdy-gurdy, Crank-lire,Beggar's lyre;
nei paesi Scandinavi: Vivlira , Bondlira, Juudgiga, Hjulhrpa;
in Ungheria: Forgolant, Nyenyere, Tekero, Tekerolant;
in Norvegia e Islanda: Synfony, Fon;
nei paesi Baschi: Zarrabete;
in Polonia: Lira korbowa;
in Ucraina: Relia;
nei Paesi Bassi Benelux e Vallonia: Draaiolier, Tiesse di dj'va , Vierlette;
in Russia Bielorussia e Boemia-Moravia: Lirja, Koljosnaja lira, Lera, Ninera.
"Ci sono ghironde di due tipi. Uno costruito in corpo di liuto e l'altro in corpo di chitarra. Le ghironde in corpo di liuto hanno più armonia e danno più suono. Al contrario, quelle in forma di chitarra hanno meno armonia (risonanza) e danno meno suono; per altro queste hanno loro meriti particolari poiché sono più dolci e meno rumorose delle ghironde liuto e sono quindi più adatte alla musica da camera."
- Tratto da "La Vieulleuse habile" (1761) di Jean-François Bouin:
E ora, una breve descrizione.
Caratteristica peculiare è la manovella, mossa dalla mano destra, che passa la rotazione a una ruota di legno che sporge dalla cassa armonica. Sei corde possono essere messe a contatto con la ruota e, messe in vibrazione da questa, producono il suono.
"La ruota della ghironda è come l'archetto per il violino", diceva Jean-François Bouin nel già citato testo. "È la ruota che dona l'anima allo strumento e lo caratterizza. La ruota determina il carattere del brano, che permette di distinguere le varie parti grazie alle differenti rotazioni effettuate; questo è quello che si usa nominare come coup de poignet."
Quattro di queste corde tengono bordone.
Le altre due, i due cantini, vedono una tastiera in legno che consente di accorciare la parte vibrante delle corde, generando così note più acute (e, sapendo che tasti usare, anche una melodia).
Delle corde e dell'accordatura.
La corda più bassa è un Re che tiene bordone. Poi si trova un Sol, sempre a tenere bordone. Quindi si hanno due corde (due Re) che, incredibilmente, tengono bordone. A una di queste (la "trompette") è collegato un pezzetto di legno, detto "cane" che può vibrare contro la cassa armonica a seconda della rotazione impressa alla manovella, producendo un ronzio caratteristico che serve da percussione, per cadenzare il pezzo.
Le ultime due corde sono i due cantini, due Re, tanto per cambiare, distanti un'ottava. Su questi vanno a premere i tasti e sono questi, ovviamente, a creare il motivo. Ogni tasto agisce su entrambi i cantini, così che al massimo si può ottenere un raddoppio della melodia a un'ottava di distanza. Sempre che una corda non sia scordata.
"La ghironda è uno strumento particolare", mi disse l'artigiano che me l'ha venduta; "Passi metà del tempo ad accordarla e l'altra metà a suonare scordato".
Io la presi per una battuta, ma ho dovuto ricredermi. Il continuo sfregamento della ruota sulle corde causa un allentarsi di queste, e così è difficile suonare a lungo con altri strumenti senza far sentire qualche discrepanza.
Qualche tempo fa stavo provando "Whiter shade of pale" con un contrabbasso e un violoncello. All'ingresso della ghironda (che faceva il canto) mi sono sentito dire: "La versione italiana parla appunto di un ubriaco: quando entra la ghironda il quadro è completo".
La cosa forse più difficile della viola da orbo è riuscire a conciliare l'uso della trompette con il resto. Si tratta di un banale cambio di velocità nella rotazione della manovella, che imprime una maggiore vibrazione alla trompette a fa ronzare il cane. Certo, dirà qualcuno, per far ronzare un cane (che in genere abbaia) ce ne vuole. A dir la verità basta convincerlo che rischia di prendere il posto del gatto.
Tutto sta nel riuscire a farlo a tempo, possibilmente nello stesso punto del giro della manovella e mentre con l'altra mano si cercano le note su una tastiera premendo i tasti verso l'alto. Provare per credere.
Mi sento a questo punto di dissentire (e così faccio anche la figura dell'acculturato) da un'affermazione fatta da Charles Baton nel suo "Memoire sur la Vielle en D-la-re" del 1752:
"(la trompette) è un difetto essenziale ed ingiustificabile che ha avuto credito perché legato all'articolazione. Ma questa articolazione (eseguita coi colpi di trompette) è parimenti difettosa poiché la trompette della ghironda non è altro che un picchiettio di un ponticello sul piano armonico e come tale non è altro che rumore".
Come si fa a considerare un rumore come un difetto solo perché non è una nota precisa? Qualcuno può immaginare una marcia senza cassa e piatti? Una sinfonia di Rossini senza il rullante? "O Fortuna" di Carl Orff senza tam-tam? Sarà che prima di tutto sono nato come percussionista, ma chi ha detto che "anche i mille migliori violini del mondo restano vuoti senza una percussione" trova certo la mia approvazione.



