GLI ORRORI DEI PROGRAMMI DI STUDIO
Fino ai primi del Novecento l’apprendimento della batteria era riservato a pochi fortunati “figli d’arte”, perché i vecchi maestri erano gelosi del loro sapere e difficilmente accettavano di rivelare ad estranei i loro segreti professionali.
Adesso le cose sono cambiate e tutti amano esibire quello che sanno e, alcuni, anche quello che non sanno. Perciò, per chi ha voglia (e mezzi economici) per studiare, non c’è che l’imbarazzo della scelta.
I programmi del cosiddetto apprendimento immersivo prevedono, fra l’altro: filosofia yoga e consigli per elevare spiritualmente se stessi e lo strumento; studio dei polsi e delle dita (utile anche per l’esame di anatomia?); rudiments originali americani (forse non tutti sanno che i rudiments americani sono nati da una selezione dei principali abbellimenti usati dalle scuole di tamburo della nostra Vecchia Europa).
Se una volta era difficile carpire segreti professionali ai pochi depositari della tecnica, ora, che tutti i segreti sono stati svelati, è difficile scegliere fra quello che serve e quello che è inutile o addirittura dannoso.
Fino a che è possibile scegliere, comunque, poco male! Quando invece quello che si deve studiare viene imposto con tanto di decreto ministeriale, allora è il caso di preoccuparsi.
Quello che segue è un campionario di orrori contenuti nel programma di percussioni per la scuola media a indirizzo musicale.
Tamburo: precisione ritmica nell'esecuzione dei gruppi irregolari e nei cambi di tempo (si pretende già un risultato nel programma di studio?).
Timpani: controllo dell'intonazione, incroci e tecnica stoppaggio delle pelli (le pelli si stoppano con i piedi come il pallone?).
Xilofono: esecuzione delle scale maggiori o minori, arpeggi in tutte le tonalità, tecnica del trillo (l’abbellimento è usato come sinonimo di rullo?).
Vibrafono: tecnica delle quattro bacchette (burton grip oppure musser oppure stevens grip). È lecito supporre che l’impugnatura all’italiana e la Hampton siano proibite. Divaricazioni bacchette (double sticking dampening). E qui non si sa cosa c’entri l’apertura e chiusura delle bacchette con lo sticking e gli smorzamenti (dampening).
Alla fine del triennio gli alunni dovranno saper eseguire con consapevolezza interpretativa brani facili per ensemble di percussioni e piccole composizioni per setup (sic!) o per strumento unico...
In musica il termine setup (che in informatica equivale ad installazione) indica le operazioni necessarie per preparare al meglio uno strumento, secondo uno schema predefinito (configurazione). Ad esempio, se una volta un violinista diceva: “Devo montare le corde sul violino”, adesso - secondo la moda - dirà: “Devo fare il setup al violino”. Il batterista fa il setup prima di suonare, ecc. Perciò setup in musica significa programmazione e non si capisce come si possano suonare”…facili composizioni per configurazione o programmazione”, com’è scritto sul famigerato programma ministeriale..
Per nostra fortuna le scuole medie le abbiamo fatte tanti anni fa perché, con un simile programma, molti di noi avrebbero preferito cambiare mestiere.
Antonio Buonomo
Per gentile concessione della rivista " PERCUSSIONI "


